Cultura

Avamposto 42

Molto probabilmente nemmeno Douglas Adams lo avrebbe immaginato, quando quasi per scherzo registrò le prime quattro puntate della serie radiofonica nella Londra del 1979. Eppure la sua “Guida galattica per autostoppisti”, primo romanzo della “trilogia in cinque parti”, è diventato un vero cult per gli amanti del genere fantascientifico, fino a conquistare, con il suo humor surreale, l’ultima missione spaziale Expedition42.

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True Detective? Un capolavoro scientifico prima che cinematografico.

True Detective è un capolavoro, c’è poco da girarci intorno. E non lo è solo perché è girato bene ed interpretato magnificamente, ma perché tratta l’orrore dell’uomo e per l’uomo da un punto di vista razionale, biologico, evolutivo. Sta qui il valore aggiunto della serie, che diversamente sarebbe un banale poliziesco: due investigatori, dei crimini irrisolti, qualcosa da nascondere nelle vite di entrambi.

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Sarebbe stato il solito polpettone buonista alla Montalbano, per capirci, oppure quello un po’ più sofisticato di “Gomorra la serie” che, sebbene sia una spanna sopra tutte le altre serie mai girate in Italia, è sempre dieci spanne sotto la media di quelle girate negli States. Infatti non è estremamente difficile essere meglio dei vari nonni liberi, agiografie di Papi, nascite di Gesù, posti al sole, fiction su polizia, carabinieri, finanzieri, che ci manca solo quella sui netturbini. (altro…)

Edgar Allan Poe e la scrittura come teorema matematico.

Quando E.A. Poe scrisse il saggio “La filosofia della composizione”, era il 1846. Apparve per la prima volta sul numero di aprile dello stesso anno del «Graham’s American Monthly Magazine of Literature and Art» e da allora è diventato una vera e propria pietra miliare per tutti gli scrittori (perlomeno per la cerchia ristretta di coloro che prima di scrivere, leggono). Con questo breve testo Poe, descrivendo come si arriva ad un’opera letteraria, critica ferocemente tutti coloro che «preferiscono dare ad intendere che essi compongono in uno stato di splendida frenesia». Perché mentono, ovviamente. Secondo lui, infatti, questa categoria di scrittori è affetta solo da sterile vanità: vorrebbero far credere di riuscire a scrivere partendo da una «estatica intuizione», nascondendo tutto ciò che avviene davvero durante la composizione di un testo.

Poe

 

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Scarlett Johansson, il cervello al 10% e Freud (che non capendo niente, aveva capito tutto)

Ce ne accorgiamo tutte le mattine guardandoci allo specchio: la cosa che ci viene meglio è prenderci in giro. Ci vediamo sempre più belli, interessanti e affascinanti di quello che siamo in realtà. E non funziona solo con l’aspetto fisico: infatti, del tutto arbitrariamente, siamo convinti che “gli altri” siano sempre un po’ più stupidi, lenti, cattivi e presuntuosi di noi. Il fatto è che quasi mai ci rendiamo conto che anche noi facciamo parte del gruppo de “gli altri” di chiunque altro ci osservi, quindi nel ragionamento c’è qualcosa che non torna. Occhi Scarlett Johansonn

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L’inglese di Renzi e la brutta abitudine di non scrivere i discorsi.

Quando si fa un viaggio all’estero lo si capisce subito: siccome noi italiani non abbiamo mai imparato decentemente una lingua straniera, inglese in primis, gli abitanti del Paese che stiamo visitando si sono visti costretti ad imparare loro una lingua straniera, cioè l’italiano, per comunicare con noi. Perché altrimenti non saremmo nemmeno in grado di ordinare una bottiglia di acqua gassata, che è la “sparkling water” e non l’imbarazzante “uater uit gas, tenkiù”.

Renzi

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Lo sconosciuto Doctor Tapping. Il radiologo che ha fatto impallidire persino Brian May.

Che pizzicando delle corde di lunghezza diversa si possano ottenere suoni diversi lo sappiamo da millenni. Uno dei primi a sperimentarlo fu Pitagora, che da questa constatazione partì per la tangente, nel senso figurato e non solo, immaginando che, a quel punto, tutto poteva essere espresso in termini di rapporti di lunghezze e, quindi, di numeri. Il passaggio da qui all’utilizzo degli strumenti a corde come mezzo per esprimere l’animo umano, dalla lira di Apollo alla chitarra di Jimi Hendrix, ha richiesto non solo tempo, ma anche dedizione e, solo talvolta, genialità. Infatti la prima te la puoi imporre, la seconda o ce l’hai o non c’è niente da fare.

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