Il San Lorenzo di due stupidi fidanzatini

Queste sere, se lo farete, non guardate le stelle come lo fanno due stupidi fidanzatini, senza farvi nessuna domanda.

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Provate, invece, mentre ammirate lo spettacolo, a immaginare la storia dell’universo da tredici miliardi e mezzo di anni a oggi, e assaporate la consapevolezza di essere su un piccolo pianeta tra miliardi di stelle, tra centinaia di miliardi di galassie, in un universo in continua espansione destinato a scomparire.

Gustate la raggelante sensazione di essere piccolissimi e passeggeri viaggiatori a cavallo di questo universo che, prima o poi, finirà nel nulla.

Ci sarà un tempo, in un momento in cui il tempo non esisterà più, in un posto che non sarà nessun luogo dello spazio, in cui niente di tutto ciò che abbiamo fatto o che faremo sarà mai stato.

La gente però ancora legge e crede agli oroscopi, invece di pensare a questo. Perchè mette i brividi. Forse è per questo che si raccontano favole ai bambini, per cercare di ingannare anche se stessi.

Almeno una volta all’anno però non facciamolo, non sotto un cielo stellato. Almeno una volta all’anno non perdiamo l’occasione di dirci la verità: questo nulla cosmico è incredibilmente meraviglioso e infinitamente commovente,  anche se profondamente terrificante.

Noi siamo e saremo polvere di stelle: questa immagine poetica è anche la nostra condanna dal punto di vista biologico.

Ora, se guardando le stelle proverete un brivido, non sarà certo per la brezza della sera. E vi sentirete più vivi.

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