Una spiegazione a modo vostro*

SCONTRINO1. Volete conoscere la vera storia dello scandalo dei rimborsi in Consiglio Regionale, in modo chiaro e preciso? Se sì, passate al n.4.
 Se no, passate al n. 2.

2. Preferite allora il racconto delle tre piccole guardie argute? Se sì, passate al n. 16. 
Se no, passate al n. 3.

3. Preferite quella dei tre risentiti elettori? Se sì, passate al n. 17.
 Se no, passate al n. 21.

4. C’erano una volta degli allegri consiglieri dotati di poteri sovrannaturali. Alcuni in possesso del dono della bilocazione, altri in grado di sfidare le più comuni leggi spazio-temporali, riuscendo a spostarsi alla velocità della luce da una località all’altra, altri ancora indaffarati a sperimentare deliziosi menù in ristoranti scampati ad improvvisi allagamenti, rimanendo sempre miracolosamente illesi. Se preferite un’altra descrizione, passate al n.9. Se vi va bene questa, passate al n.5.

5. Non sognavano. I Consiglieri non sognano quasi mai, sono sempre molto indaffarati in questioni di vitale importanza. Se però preferite che sognino, passate al n.6.
Se no, passate al n. 7.

6. Sognavano. In realtà i Consiglieri sognano sempre e le loro elucubrazioni mentali, unite alle sovraeccitate doti neuronali, sono in grado di secernere sogni estremamente affascinanti, che sono in grado di estraniarli dalla realtà, rendendo la stessa realtà un sogno.
Se desiderate conoscere questi sogni, passate al n. 11.
 Se non ci tenete, passate al n. 7.

7. I loro pensieri erano spesso estremamente lineari. E per questo molto complessi. Un paio di essi erano così affranti dalla loro responsabilità da dover spesso consolarsi con graziose fanciulle in un grande letto con lenzuola di colore azzurro.
Se preferite lenzuola di colore diverso, passate al n.8.
Se vi va bene questo colore, passate al n.10.

8. Le lenzuola erano di colore giallo a pois verdi.
Se preferite lenzuola di colore diverso, passate al n.7. Se vi va bene questo colore, passate al n. 10.

9. C’erano una volta dei Consiglieri molto pensierosi che cercavano in tutti i modi di risolvere i problemi della loro comunità, ma non essendone in grado si arrovellavano alla ricerca di qualcosa da fare, gironzolando per le vie della Regione senza una meta precisa. Venuta la sera, stanchi morti, si addormentavano quasi sempre molto rapidamente.
Se volete conoscere la continuazione, passate al n.5. Se no, passate al n.21.

10. Dopo essersi in questo modo piacevolmente consolati, dopo essersi così teneramente confrontati sulla loro vera missione e ruolo nella società, si addormentavano candidamente e sognavano sempre allo stesso modo.
Se volete conoscere il loro sogno, passate al n.11.
Se no, passate al n.12.

11. I Consiglieri sognavano sempre di riuscire a fare ciò che a Newton, ad esempio, non è mai riuscito. Diventare dei perfetti alchimisti. Non riuscendo però a trasformare del metallo dozzinale in oro, hanno pensato di iniziare dalla carta. Della banale carta trasformata in materiale scontrinabile. E facevano questi sogni agitati, perché il rischio di essere additati come alchimisti era molto alto. Inorriditi, spesso, si svegliavano.
Se volete sapere perché si svegliavano inorriditi, vuol dire che non avete capito cosa sia realmente successo. Se, invece, giudicate inutile approfondire la questione, passate al n.12.

12. Oddio! Esclamano aprendo gli occhi. Oddio! Che sogno abbiamo fatto? Brutto presagio, dice uno. Certo, dice un altro, è proprio vero, se dovessero scoprire che siamo alchimisti passeremmo un brutto quarto d’ora. Non turbatevi così, disse quello che tra di loro era il più furbo. Non bisogna preoccuparsi, ma capire. Il nostro compito è questo. Insomma, ve lo analizzerò io. Se volete conoscere subito l’interpretazione di questo sogno, passate al n.15. Se invece desiderate conoscere le reazioni degli altri, passate al n.13.

13. Ce le spari davvero grosse, dice uno. Da quando in qua tu analizzi i sogni? Già, da quando? Incalzano gli altri.
Se volete sapere anche da quando, passate al n.14.
Se no, passate ugualmente al n.14, perché tanto non lo saprete comunque.

14. Da quando? Esclamò quello più furbo. E che ne so! Sta di fatto che ho esperienza in materia. State a vedere.
Se volete vedere anche voi, passate al n.15.
Se no, passate ugualmente al n.15, tanto non vedrete niente lo stesso.

15. OK, spiegacelo! Dissero i Consiglieri meno furbi a quello che si riteneva essere il più furbo tra i furbi. Il vostro sarcasmo non mi piace, replicò quello, e per questo ora non vi dirò più niente. E poi, per il fatto stesso che vi ho detto che ve lo avrei spiegato, la vostra agitazione non si è attenuata? Forse addirittura svanita? Per quale motivo dovrei quindi andare a fondo nel vostro già labile inconscio? Continuiamo piuttosto nella nostra impeccabile opera, che non si dica che non vi sia attenzione da parte nostra alla missione a noi così generosamente affidataci in tempi ormai remoti. Andiamo dunque, non esitiamo. Se volete sapere che cosa succede nel prosieguo delle loro avventure, passate al n.16.
Se non lo volete sapere, passate al n.21.

16. Tre piccole guardie stavano ad osservare le mosse dei Consiglieri.
Se le tre guardie non vi piacciono, passate al n.21. Se vi vanno bene, passate al n.18.

17. Tre risentiti elettori stavano a guardare i Consiglieri.
Se i tre risentiti elettori non vi piacciono, passate al n.21. Se vi vanno bene, passate al n.18.

18. Vedendosi così osservati, gli arzilli Consiglieri, che tutto sommato erano molto pudichi e vergognosi, se la svignarono ricordandosi del sogno che avevano fatto.
Se volete sapere che cosa fecero dopo, passate al n.19.
Se non lo volete sapere, passate al n.21.

19. Corsero molto forte per raggiungere un mezzo qualsiasi che potesse allontanarli quanto più possibile da quegli occhi così volgarmente inquisitori. E così viaggiarono molto, interrogando quello più furbo tra loro sui risvolti di quel sogno, e di come far sì che non diventasse realtà. Se era un sogno, e non già la realtà stessa tramutatasi in incubo. Se volete sapere il seguito, passate al n.20.
Se non lo volete sapere, passate al n.21.

20. Non c’è seguito, vi ho imbrogliati. Però il racconto non è finito. Se non ci credete andate al punto 2.

21. Il racconto è finito, la storia però è infinita. Se non ci credete andate al punto 3.

– – – –

* Questo pezzo è liberamente tratto dal testo “Un racconto a modo vostro” di R. Queneau.

Twitter Argoneto

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One comment

  1. L’ha ribloggato su Gianvito Scaringie ha commentato:
    Un pezzo brillantemente ironico in cui si fondono letteratura ed attualità. Una letteratura, secondo Queneau, potenziale, in cui il lettore guida i personaggi verso esiti alternativi per niente scontati. Una verità disarmante, letta con ironia ed un pizzico di amarezza per la vacuità dei nostri tempi. Ne consiglio vivamente la lettura.

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