Il coccodrillo come fa?


Per un paio di settimane mi sono divertito a twittare in diretta le puntate di Mistero, ma dopo un po’ mi sono annoiato, lo ammetto. Era come sparare sulla croce rossa. Però ecco, a volte ti manca quel brivido, soprattutto quando le sere ti sembrano banali, non ci sono imprevisti, la zuppa è sempre quella e se non mangi la minestra allora ti butti dalla finestra.

E arrivi fino al punto in cui pagheresti per un brivido inatteso: un piccolo alieno dietro la tendina della doccia, un banale avvistamento di Padre Pio nella macchia di muffa che hai sulla parete dello sgabuzzino, un pensiero compiuto di Angelino Alfano. Ma niente.

Ti capita allora di accendere la TV e di rimanere inchiodato davanti a Wild-Oltrenatura, il programma di documentari di Italia 1. Si incomincia dal video “investiti dalla furia del tornado, ma salvati perché ancorati all’asse del gabinetto”, sempre sperando che l’idraulico abbia fatto il suo mestiere per bene, fino alla straziante storia di Protea, elefantessa folgorata per errore allo zoo, passando per il procione intrappolato sul tetto di una casa in fiamme. Quasi da girarci un film: “Il procione sul tetto che scotta”.

C’è poi la storia agrodolce della tigre del bengala incinta. Si sa, in quel periodo le voglie sono sempre in agguato (vuoi mai che il tigrotto nasca con la voglia di bipede in fronte), e allora lei aggredisce gli indigeni, disarmati di tutto tranne che di videocamera, fino a quando non viene ammansita. Prima a parole, poi sedata chimicamente e infine francescanamente gettata in un fiume. Forse per sperimentare il parto in acqua che è tanto di moda anche da quelle parti.

La trasmissione dura quasi quattro ore, non potete annoiarvi: ci sono le creature letali degli abissi, la carezza dello scorpione asiatico e l’illusionista che prende fuoco per davvero. Il tutto in una furia adrenalinica sostenuta da una eroica presentatrice: Fiammetta Cicogna, probabile parente di Gatta Cicova.

Non è chiarissimo quale sia il nome e quale il cognome, ma il ruolo è evidente: malgrado la chioma più ondulata di Barbie Malibù e la erre più moscia di Carla Bruni quando fa la francese, Cicogna è una tosta. E se si scheggia lo smalto o se le cade una extension, pazienza. Lei saprà sopportarlo.

Prima fa rafting in un fiume e, in un guizzo di consapevolezza, commenta: “mi sto bagnando tantissimo”. Poi inizia a mettere in fila una serie di parole apparentemente senza senso: grifoni, voliere, carnaio, nutrire, rapaci. Poi ti rendi conto che lo fa apposta: sceglie solo parole con un sacco di erre per uvulare meglio. Perfino il suo interlocutore si chiama Pietro.

Quando si scoccia se ne va, senza dirti niente: sale su un elicottero e lancia un’altra dozzina di Wild-servizi. Si ricomincia con l’intensa storia di Burma, il pitone affettuoso spuntato dal water di un tizio, per poi arrivare al documentario sulla scimmia anatra, dove si raggiunge un picco di interesse incredibile: questo esemplare infatti ha una “esuberante vita sessuale, che adesso andiamo a mostrarvi…”.

Non manca proprio nessuno. Solo non si vedono i due liocorni.

Twitter Argoneto

 

 

cfr. Domenica de Il Sole 24 Ore del 18/03/2013

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