Sul dorso delle tartarughe


«Un famoso scienziato
tenne una volta una conferenza pubblica su un argomento di astronomia. Egli parlò di come la Terra orbiti attorno al Sole e di come il Sole, a sua volta, compia un’ampia rivoluzione attorno al centro di un immenso aggregato di stelle noto come la nostra galassia. Al termine della conferenza, una piccola vecchia signora in fondo alla sala si alzò in piedi e disse: “Quel che lei ha raccontato sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga.” Lo scienziato si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità prima di rispondere: “E su cosa poggia la tartaruga?” “Lei è molto intelligente, giovanotto” disse la vecchia signora. “Ma ogni tartaruga poggia su un’altra tartaruga!”».

Questo racconta Stephen Hawking, nel suo libro Dal big bang ai buchi neri. Ed è la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo un articolo sul rogo alla Città della Scienza, apparso su Il Foglio.

Camillo Langone sostiene alcune cose: innanzitutto che tra “comunicazione della scienza” e scienza pura, quella che insomma fa le scoperte, c’è una differenza sostanziale e che la seconda va valorizzata rispetto alla prima. Dunque: il rogo della Città della Scienza non è così importante perché, in fondo in fondo, la comunicazione di ciò che si scopre nel mondo scientifico, ai bambini, ai ragazzi, ai curiosi di ogni età, non è fondamentale. E questa, purtroppo, è anche l’opinione di molti scienziati che pensano che la divulgazione scientifica sia una perdita di tempo e basta.

Gli stessi scienziati che poi, però, si lamentano quando i fondi alla ricerca vengono tagliati e la gente, il popolino tenuto da loro stessi ignorante, non si ribella, facendo loro da sponda, perché non percepisce la gravità e le ripercussioni del fatto. Confusi.

L’altra cosa che afferma il brillante Langone è che “nei capannoni dell’ex Italsider (dove, appunto, aveva sede la Città della Scienza) si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici. […]. Dunque, secondo il giornalista, la “erronea” e “nichilista” teoria di Darwin trova alloggio negli ambienti parascientifici (cioè quelli della scienza ufficiale), mentre in quelli davvero scientifici (che a giudicare dalle altre pubblicazioni di Langone, cimentatosi a recensire addirittura le Messe, si suppone siano quelli delle sagrestie) sono presenti per fortuna non teorie, ma solide certezze.

Certezze divulgate, queste sì, da schiere di insegnanti di religione (che per coerenza non vengono darwinianamente selezionati mediante concorso pubblico, ma “creati” dal nulla mediante indicazione diretta dei Vescovi) che, a tutti i livelli, trasmettono il “vero” sapere ai ragazzi: l’uomo è stato plasmato da Dio, partendo da un pugno di fango. E le prove sono così sotto gli occhi di tutti che è addirittura superfluo parlarne.

“E da dove veniva quel fango”? “Lei è molto intelligente, giovanotto” disse il giornalista esperto di “vera” scienza. “Il fango deriva da altro fango!”.

Ah beh.

Twitter Argoneto

Annunci

2 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...