Voto quantistico

gatto_di_schrodingerAvere a che fare con la scheda elettorale è stata una esperienza quasi mistica. Indeciso sul da farsi fino all’ultimo secondo, penso di essere stato nella cabina un buon quarto d’ora. Immobile a fissare le due schede, con la matita in mano. E proprio in quel momento mi si è accesa una lampadina, che nulla aveva a che vedere con le elezioni, quanto con un noto paradosso di fisica quantistica. Il gatto di Schrödinger.

Secondo questa teoria, gli oggetti non possono essere descritti con precisione. E questo ha delle conseguenze paradossali: ad esempio una particella si può trovare in più di un posto contemporaneamente, pur non avendo nulla che fare con la decantata bilocazione di Padre Pio. Questi effetti però, tenendo dunque fuori fenomeni miracolosi non dimostrabili scientificamente, generalmente sono confinati al mondo microscopico: nella realtà di tutti i giorni non percepiamo nulla di simile.

Schrödinger però è riuscito a creare un esempio, quello del gatto, che sembra condurre queste stravaganze nel mondo di tutti i giorni. Semplificandolo un po’, il paradosso dice questo: se prendiamo un gatto e lo mettiamo in una scatola insonorizzata (non possiamo sentire se miagola o meno) assieme ad una piccola quantità di sostanza velenosa, che però ha solo una certa probabilità di liberarsi e di diventare tossica nel periodo di durata dell’esperimento, il gatto avrà la stessa e identica probabilità di rimanere ucciso. Diversamente supererà incolume l’esperimento e ne uscirà vivo.

Noi però non sapremo mai quale delle due opzioni (gatto vivo/gatto morto) si è effettivamente verificata, fino a quando non andremo ad aprire la scatola stessa. Secondo la teoria quantistica, fino a quando non si effettua la misura (aprendo la camera d’acciaio), il gatto non è né vivo né morto: si trova in una mescolanza di stati.

Un po’ come me, povero elettore, nella cabina elettorale.

Solo all’ apertura delle urne si potrà capire in che Stato siamo finiti. Nel frattempo, come il gatto, siamo in balia di un’onda di probabilità, ben consapevoli del fatto che, comunque, c’è e ci sarà del veleno in giro.

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