Primarie, che passione. Riflessioni semiserie.

Le primarie sono belle perché sono un po’ il segno dei tempi, l’ultimo rigurgito di partecipazione democratica in un Paese in cui, se non cambierà qualcosa, saremo costretti a votare (per chi lo farà) ancora una volta persone scelte direttamente dai partiti.

Ma il confronto tra i candidati, durante tutti questi mesi, è stato bello e serrato:direi quasi istruttivo. Come chatta bene Renzi, com’è sudato Bersani, com’è moscio l’altro, senti che carica quello con l’orecchino, lui è più fresco, ma no l’altra è così dolce e poi ha un nome così intrigante. Un concorso di bellezza e simpatia, ed è giusto così: chiunque vincerà cambierà poco, o addirittura nulla. Il fiscal compact è sempre lì e non ce lo toglie nessuno, ma tranquilli: non ci diranno mai bene di cosa si tratta e perché, mica sono cose da approfondire queste.

Però siccome questa cosa è molto divertente, vi propongo alcune riflessioni, per punti (solo per dare sfogo ogni tanto alla mia vena schematica), sulle primarie del Pd, pardon, del centrosinistra – che poi si alleerà col centro, il centro-centrosinistra.

  1. Programmi. Io sono sicuro che da qualche parte esistano i programmi. Che qualcuno pure bravo li abbia scritti. Che qualcuno ancora più bravo e volenteroso li abbia letti. Certo, potrei andare sul sito dei vari candidati e cercarli. Poi scaricarli e documentarmi. Ma ecco, almeno qualche piccola anticipazione in tutti questi dibattiti? Una cosa così, semplice semplice, che permetta pure a me di capirci qualcosa…Cioè: al di là del fatto che uno è più “vecchio” e l’altro ha meno “esperienza”, avete mai sentito altre argomentazioni degne di nota?
  2. Bruno Tabacci. Tra dieci anni dire «oh ma io nel 2012 alle primarie votai Tabacci» sarà come aver predetto la caduta del muro di Berlino il giorno in cui i muratori russi lo tiravano su, o come aver comprato le azioni Apple quando Steve Jobs ancora viveva in un garage. Tabacci è cool, è il vero alternativo. Tabacci fa tendenza. Tabacci è il passato che profuma di futuro. Tabacci è lo zio che tutti vorrebbero. Tabacci premier, Tabacci birra Moretti, Tabacci Italia, Tabacci uno di noi. Peccato non sia mai stato di sinistra.
  3. Pantheon. Una riflessione su questa moda del pantheon. Magari in quello di Roma un giorno metteranno la sede del partito, chissà. Fassino, in quello del Pd, anni fa ci voleva mettere Craxi. Eh vabè. Bersani ci ha messo il papa, lo ha detto al dibattito su Sky. Quello polacco?, non s’è capito, biascicava. Vendola il cardinale Martini. Renzi, Nelson Mandela perché ha visto il film Invictus quando andava all’università e gli garbava un sacco. Uno spettacolo pietoso: «Papa Giovanni, perché ebrag zbredr». Eh? Boh. Nessuna citazione a Che Guevara, Berlinguer, non so: una pasionaria della sinistra come Suor Germana. Niente.
  4. Solo due euro. Certo, un piccolo contributo per la partecipazione democratica. Se non fosse che ne cacciamo già abbastanza di soldi che diamo come “rimoborso” ai partiti per la loro attività politica: non potevano usare quelli? Ma si sa: siamo gente di cuore. Questi due euro sono come i soldi che si danno alle signorine che, vicino ad un banchetto, ti leggono le carte per predire il futuro. Un vero investimento. Però ci sono altre alternative valide: con due euro ci prendi un gelato con tre gusti. Ci compri i gavettoni. Due caffè. Un etto di prosciutto crudo. La Coca Cola da due litri. Le mollette. Lo shampoo in offerta, un quotidiano con un libro allegato. Però i gavettoni, ribadisco, per me sono la scelta migliore.
  5. PDL. Ma tu parli solo del centrosinistra. Anche nel PDL ora faranno le primarie. Su di loro non diciamo nulla? OK, prima però diamo una occhiata ai sondaggi del PD: Bersani 44,1%, Renzi 35,1%, Puppato 9%, Tabacci 8%, Vendola 17,8%.  Ecco se non vi siete accorti che, sommati, fanno più del 100%, potete andare a votare alle primarie del PDL.
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One comment

  1. E’ divertente e arguto s/drammatizzare anche questo passaggio, con “argomenti”…ineccepibili! Complimenti!
    Siamo smarriti o troppo “allineati e coperti” per lasciarci trasportare da tanta leggerezza, mentre ci accingiamo a fare un passo importante (!): ma in effetti non siamo sicuri che votare alle primarie significhi contribuire a imprimere una svolta a un percorso…..

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