Perchè i Radiohead e la Teoria dei Giochi?

Di ritorno dallo strepitoso concerto dei Radiohead dello scorso 22 settembre, vorrei dirvi qualcosa su questa band. Ma non sulla loro geniale musica, quanto piuttosto sulla Teoria dei Giochi.

Cosa c’entrano i Radiohead con la Teoria dei Giochi ? Cercherò di dirvelo con questo post.

Nell’estate del 2007 è cominciata, da parte del gruppo, l’opera sapiente di far circolare su internet e sui mezzi di comunicazione una notizia rivoluzionaria che ha suscitato, a seconda dei casi, reazioni incredule, infastidite oppure entusiaste.

Il loro lavoro, In Rainbows, non sarebbe stato commercializzato mediante i tradizionali CD, ma sarebbe stato disponibile SOLO sul loro sito ufficiale, oltretutto ad un prezzo libero. Potevate scaricarlo anche gratis! Andando sul sito web ciò che compariva era una semplice schermata con la cover dell’album, un arcobaleno psichedelico, con la possibilità di inserire l’offerta che si intendeva dare per effettuare il download dei brani. Niente di più semplice.

Poco più giù nello schermo era possibile individuare uno di quei classici pulsanti con la dicitura more info. Cliccando quel tasto ciò che succedeva era l’apertura di nuova finestra con una scritta ancora più singolare: No really. It’s up to you. Davvero, il prezzo lo decidi tu.

Il perché di tale scelta è stato a più riprese spiegato dal leader della band, Thom Yorke:

Quando hai finito di registrare un disco, se vuoi farlo arrivare subito all’ascoltatore, non hai altro mezzo che la rete. […] Il nostro non è un gesto contro le persone con cui abbiamo lavorato, ma contro un sistema che ha portato alla creazione di queste maledette multinazionali. E nessuno si è preoccupato di venirci a raccontare quel che è successo, come se la cosa non riguardasse anche noi. Non siamo fottute scatole di biscotti ”.

Fuor di retorica, però, dobbiamo oggettivamente chiederci: è stata davvero una scelta sconsiderata oppure sotto sotto c’era un ragionamento strategico?

Possiamo quindi interrogarci su questa scelta dei Radiohead e cercare di capire perché una buona percentuale della gente che poteva scaricare legalmente e gratuitamente -senza ricorrere a BitTorrent o eMule- il loro album ha, invece, pagato.

Sembra infatti assodato che durante la sola prima settimana ci siano stati 1,2 milioni di download, a una media di 6 euro ognuno, con circa il 50%  di persone che non ha pagato nulla.

Di sicuro interesse non è tanto chi ha scaricato l’album gratuitamente, visto che avrebbe comunque potuto farlo attraverso metodi illegali di file-sharing, ma chi lo ha acquistato pagando mediamente una cifra di 12 euro, quindi più di quanto sarebbe costato comprarlo su iTunes.

Questa cosa non deve stupirci più di tanto: quante volte ci è capitato, andando in un ristorante o dal barbiere, di lasciare qualcosa in più del dovuto a chi ci ha servito? Perché ad esempio si lascia la mancia anche ad un tassista che presumibilmente non vedremo mai più? Dani Rodrik, professore all’Università di Harvard, molto candidamente nel suo blog ammette che gli economisti non hanno nessuna teoria valida relativa alle mance. Normalmente, infatti, si assume che i consumatori paghino quanto meno possibile per ottenere il bene che vorrebbero acquistare.

Ma allora? Perché non lo hanno scaricato tutti gratuitamente?

Ogni singolo ascoltatore di musica, nel momento in cui esce un lavoro di suo interesse, ha tre opzioni: comprare l’album in negozio, comprarlo (risparmiando un po’) su iTunes, oppure scaricarlo gratis, ma illegalmente.

Chi ha qualche conoscenza di Teoria dei Giochi sa che situazioni simili possono essere schematizzate, e dunque capite, attraverso un gioco: cioè una situazione decisionale interattiva. Ma se volete che vi spieghi come funziona questa teoria avete anche voi due strade, due opzioni.

La prima è quella di comprarvi il libro I Radiohead, l’arcobaleno e il piede sinistro di Dio. Soluzione leggermente più costosa, ma sicuramente ad alto impatto culturale (sono anche disponibile per autografi e fotografie).

L’altra, valida soprattutto per gli studenti dell’Unibas, è iscriversi al corso di Teoria dei Giochi, che inizierà il secondo semestre (e a cui potete iscrivervi entro fine ottobre andando qui).

Beh, non siete curiosi?

 

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